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Vendere bene nel B2B: non solo lead ma clienti da conoscere
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Chi pensa che nel lavoro commerciale la pipeline sia un report per il management o un esercizio teorico si sbaglia: è uno strumento operativo che il commerciale utilizza ogni giorno per decidere dove investire tempo, priorità ed energia. Quando la pipeline non funziona, il problema raramente è il numero di opportunità: più spesso è il modo in cui vengono definite, aggiornate e interpretate.
In questo articolo abbiamo delineato sette regole che descrivono come una pipeline dovrebbe essere usata nella pratica da un team commerciale B2B.
Una pipeline efficace descrive come le opportunità avanzano davvero, non come si vorrebbe che avanzassero. Se le fasi non riflettono il processo commerciale reale, la pipeline diventa rapidamente inutilizzabile. Ogni fase deve quindi corrispondere a un evento concreto e osservabile, non basta che sia un’intenzione.
Una buona pipeline è fatta di fasi che chiariscono lo stato dell’opportunità. Ad esempio:
abbiamo capito se esiste un bisogno reale?
il decisore è coinvolto?
esiste una finestra temporale definita?
Se una fase non risponde a una domanda chiara, non aiuta il commerciale a prendere decisioni.
Spostare un’opportunità in avanti senza nuovi elementi porta a pipeline gonfiate e previsioni poco affidabili. Un avanzamento di fase ha senso solo quando emerge un’informazione nuova: un vincolo, una conferma, una scelta del cliente.
Una pipeline condivisa non significa una pipeline senza responsabilità. Ogni opportunità deve avere un referente preciso, che sa:
perché l’opportunità è in quella fase
quali sono i prossimi passi
quali rischi sono presenti
Questo perché quando la responsabilità è ambigua le opportunità tendono a fermarsi.
Il tempo passato in una fase è un segnale importante. Opportunità che restano ferme troppo a lungo indicano:
mancanza di interesse reale
blocchi decisionali
problemi di posizionamento o proposta
Ignorare il fattore tempo significa perdere uno degli indicatori più utili per capire la qualità della pipeline.
Una pipeline ben usata non serve solo a portare opportunità alla chiusura, ma anche a chiudere ciò che non ha valore. Eliminare opportunità non qualificate libera tempo e migliora la qualità delle previsioni; viceversa, tenere tutto aperto rende la pipeline più confusa, non più ricca.
La pipeline non è uno strumento individuale. Funziona davvero quando viene discussa e interpretata insieme: tra commerciali e tra vendite e marketing. Il motivo? Una lettura condivisa permette di individuare pattern ricorrenti, colli di bottiglia e incoerenze che il singolo difficilmente vede.
Un piccolo riassunto di quanto abbiamo detto finora:
Il passaggio critico, per molte aziende B2B, non è adottare una pipeline, ma imparare a usarla come strumento di governo del processo commerciale, non come semplice supporto di reporting. È fondamentale però considerare che una pipeline commerciale efficace non è un elenco di opportunità, ma una rappresentazione condivisa del processo di vendita. Quando le regole sono chiare e applicate con disciplina, la pipeline diventa uno strumento di lavoro quotidiano, utile a prendere decisioni migliori e più rapide.
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