E se un asteroide cancellasse tutto? Parliamo di paure e desideri, quindi di marketing!

Sarà perché giusto un anno fa è esploso il più social fra tutti gli asteroidi, sarà perché la follia delle stagioni che viviamo fa pensare a stravolgimenti imminenti sulla Terra, sarà perché quella della distruzione è una paura ancestrale, sarà perché i pericoli a volte ci sono davvero ma in questi giorni si torna a parlare di allarme-meteore e forse non tutti sanno che...

Sarà perché giusto un anno fa è esploso il più social fra tutti gli asteroidi, sarà perché la follia delle stagioni che viviamo fa pensare a stravolgimenti imminenti sulla Terra, sarà perché quella della distruzione è una paura ancestrale, sarà perché i pericoli a volte ci sono davvero ma in questi giorni si torna a parlare di allarme-meteore e forse non tutti sanno che...

METEOROFOBIA: PIÙ DIFFUSA DI QUANTO SI PENSI

Partiamo dall'a-b-c: la cosiddetta "meteorofobia" è la paura dei meteoriti, che nel pensiero angoscioso di chi ne è vittima si dipinge con tinte fosche e scenari apocalittici. Gianluca Bavagnoli (che ha scritto u dizionario delle fobie ed è un creativo e non uno psicologo clinico) ha spiegato a La Stampa che si tratta della paura patologica di "un evento esterno, incontrollabile, ingestibile e che, irrefrenabilmente, influenza la routine. La soglia tra preoccupazione, spavento e ossessione è molto labile e soggettiva. Non è facilmente misurabile. Tutti, per esempio, sappiamo che se una meteora colpisse la terra sarebbe un disastro. C’è chi ci pensa occasionalmente qualche volta nell'arco della vita, chi invece ha un timore maggiore e magari ci ragiona una o più volte al mese. C’è invece che è preoccupato quotidianamente e una parte della sua testa è impegnata a gestire quella rarissima probabilità". Ecco, essere fissati determina il problema, non l'avere paura una volta ogni tanto. La Meteorofobia, che si pronuncia accentando la seconda "e" per appoggiarsi poi sulla "i":"metèorofobìa", è più diffusa di quanto si possa immaginare.

2006 QV89 SI AVVICINERÀ ALLA TERRA IL 9 SETTEMBRE PROSSIMO

40 metri di diametro e rotta in avvicinamento alla Terra, che "sfiorerà" il 9 settembre. La distanza fra il corpo celeste 2006 QV89 e il nostro pianeta sarà di quasi 7 milioni di Km ma gli scienziati calcolano che ci sarebbe uno 0,014% di possibilità d'impatto (il calcolo è, per così dire, in aggiornamento). Siti di settore e blog vari lanciano da giorni l'allerta. In rete però sta già montando la preoccupazione per il 2029, anno in cui l'asteroide Apophis passerà a poche decine di migliaia di Km dalle nostre teste. Oltre ad Apophis, qualcuno sta già lanciando allarmi per il 2027, epoca in cui potrebbero cadere chicchi di grandine - per così dire - più grossi del normale...

MARKETING E PAURA/DESIDERIO DEL RESET

Ogni paura parla di chi la prova e lo fa in due modi, uno personale (ontologico, potremmo azzardare) e l'altro collettivo:

  1. Si teme qualcosa che, in parte, si desidera
  2. Ci si riunisce dietro a una paura per sentirsi gruppo.

La paura ha un lato B che spesso si chiama desiderio, o fantasia. Aver paura di un evento catastrofico che distrugga tutto e porti al reset può significare sia un bisogno di fondare la vita su nuovi valori, regole migliori, principi che si sentono più vicini a sé stessi, sia un bisogno molto profondo di subire una punizione. Nel primo caso c'è ovviamente la percezione di un outgroup che è rappresentato da chi si oppone al cambiamento, si tratta quindi di una situazione collettiva di polarizzazione che è potenzialmente in grado di scatenare attriti molto forti.

Concentriamoci però sulla dimensione di gruppo positiva : prendere la tecnologia che esplora lo spazio, usarla per scovare trigger in grado di scatenare la paure e individuare un "nemico" comune - giusto in quanto extra-umano - può nascondere, dietro l'apparente pessimismo, un bisogno particolare: la giustizia che rende tutti uguali (parliamo di giustizia perché l'asteroide è non-vivente, incapace quindi di rappresentare un'alterità umana ma è la figura ideale per impersonare un concetto astratto come il diritto). Insomma, esserci insieme, di nuovo e tutti alla pari (la catastrofe eliminerebbe, nelle fantasie, la mentalità che si vuole combattere). A livello collettivo si potrebbe trattare quindi di un passo epocale dell'umanità intera, almeno quella che parlotta in rete. Pensiamoci: non si cerca la proiezione su un nemico, non si rincorre l'identificazione in un ideale ma si percepisce un desiderio di cambiamento che azzeri le differenze.
Se le cose stessero così, le politiche di marketing e le conseguenti declinazioni a livello di comunicazione dovrebbero tener conto di questi moti interioriContinuamente sottoposte a narrazioni attivanti di paure in direzione del diverso, intere fette di popolazione stanno invece reagendo guidando rabbia non verso l'altro ma verso la sovrastruttura che produce una situazione non desiderata.
La distruzione elimina le storture, si riparte, pochi, eletti, tutti uguali.

NUOVI VALORI DA ABBRACCIARE PER LE AZIENDE?

Ipotizziamo che tutto quanto asserito finora sia vero, immaginiamo che sia tendenza emergente. Cosa fare? Le risposte sono:

  1. Lavorare sull'individualità come unico meccanismo in grado di generare uguaglianza
  2. Spingere a tutta su un "noi" fatto di tanti "io" che si rispettano e si guardano con curiosità
  3. Accennare a scenari in cui il valore è il "tutti" e si "vince" solo in gruppo.

Attenzione: qualcuno ha notato quanto "noi" c'è nei ragazzi che in questi mesi manifestano per rivendicare un futuro al pianeta? Qualcuno ha fatto caso che l'istanza non è l'"io" ma è il "noi" che si può realizzare solo ed esclusivamente attraverso una serie di "io" consapevoli?
Beh, cari marketers, prima che ci spazzi via un meteorite o che i ragazzi di oggi volino sopra i nostri vecchi schemi di comunicazione, abbiamo un compito da svolgere: ballare con gli asteroidi.

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