Lo strabismo dell'account

L'account è quella figura che, all'interno di un'agenzia di comunicazione o marketing si occupa di tenere i contatti con il cliente: raccoglie e interpreta le richieste, ne valuta e ne anticipa i bisogni.

Secondo l'Accademia di Comunicazione l'account è quella figura che, all'interno di un'agenzia di comunicazione o marketing "Si occupa di tenere i contatti con il cliente: raccoglie e interpreta le richieste, ne valuta e ne anticipa i bisogni. Inoltre utilizza le informazioni provenienti dal cliente (ricerche, dati di marketing, piani di sviluppo prodotti) e quelle d'agenzia (studi di mercato, dati di ricerca ecc.) per arrivare alla stesura di un piano di comunicazione preciso, coerente e fattibile. Perché questo possa avvenire l'account deve saper coordinare le risorse interne (creativi, reparto media, ufficio ricerche, produzione, planner). È responsabile verso il cliente della comunicazione di marca e all'interno dell'agenzia è team leader". Si tratta di un ruolo strategico che è gratificantestimolantema, ahimè, stressante

L'ACCOUNT, IL MULTITASKING E IL CERVELLO FEMMINILE

Il mestiere di account è così vario e – in alcuni casi – frammentario, che per poterlo definire non esisteva una parola italiana e si è ricorsi all'adozione dell'inglese, tenendo conto che, al di là degli usi invalsi in pubblicità, il significato del termine annovera possibili traduzioni come resoconto, valore, profitto, considerazione, gruppo di prodotti, motivo. Si tratta di significati che, in un modo o nell'altro, si legano ai compiti e alle qualità di un account.

Nelle agenzie grandi e strutturate l'account ha una serie di responsabilità più sfumate rispetto a quanto accade in realtà più piccole in cui chi occupa questo ruolo si trova spesso a essere anche copywriterproducerart director, creativo ecc.

Nessuno può fare l'account se non è in grado di lavorare in multitasking-mode, questo è poco ma sicuro. È statisticamente più probabile che a ricoprire queste funzioni sia una donna; i motivi possono essere ricercati un po' ovunque, dall'ambito delle ingiustizie sociali sul lavoro (l'account è un lavoro altamente usurante e che non sempre lascia grandi chanche di carriera) a quello degli stereotipi di genere (le donne sarebbero "più precise") ma il motivo reale risiede probabilmente nella struttura cerebraleErika Francesca Poli scrive infatti che quello femminile "È un cervello wireless, con reti di neuroni intrecciate, organizzate da figure complesse e messe in comunicazione da una centralina, il corpo calloso, l’insieme di fasci che collegano l’emisfero destro e quello sinistro" mentre quello maschile presenta "Lo stesso numero di neuroni ma organizzati in file ordinate e separate, con molto spazio tra una e l’altra perché il cervello maschile è più grande (9% in più)"; il cervello femminile è strutturalmente più adatto a svolgere una molteplicità di compiti in parallelo, mentre quello maschile è predisposto per lavorare step-by-step, con obiettivi in serie, da raggiungere uno alla volta.

LO STRABISMO DELL'ACCOUNT

Ogni mestiere induce una forma-mentis, trasferisce cioè agli schemi di ragionamento di chi lo esercita, alcune modalità specifiche di "funzionamento". L'account deve guardare con un occhio al cliente, con un altro al proprio team, con un altro (e siamo già a 3!) alla produzione, con un altro alla rendicontazione, con un altro al mercato, con un altro alle tendenze in atto nella società, con un altro alla relazione, con un altro al new business, con un altro alle scadenze, con un altro ancora alla propria carriera. Di fronte a tutte queste, che sono vere e proprie responsabilità, lo stress può raggiungere vette degne del miglior Messner d'annata.

L'account è strabico per necessità, perché deve guardare, in simultanea, in mille direzioni diverse. Rimanendo sul piano dell'ottica, guardando le cose con un occhio solo si riesce a percepirle ma si rischia di perdere la profondità. Affinché lo strabismo rimanga quello di Venere e conferisca fascino personale a chi lo possiede senza trasformarsi nello sguardo straniato - quasi cubista - del camaleonte è necessario che le agenzie e gli account stessi mettano in atto strategie di tutela.

LO STRABISMO NELLA VITA EXTRALAVORATIVA DELL'ACCOUNT

Mille discorsi iniziati e mai finiti, impazienza, intolleranza verso chi fa le cose con lentezza, attivazione perenne, difficoltà a mantenere a lungo il focus su un solo stimolo, tendenza ad affrettare il giudizio, abbuffate notturne, crollo nervoso nel weekend. Questi a lungo andare gli effetti del mestiere di account, quando non si cerca di arginare lo stress-lavoro-correlato. C'è di più: lo stress è uno stimolo fisiologico che induce il cervello a risposte primitive, attivando la parte cerebrale più antica. Se questa condizione è perenne, la modalità di funzionamento standard del cervello diventa quella dello stress e il cervello stesso, a lungo andare, rischia di perdere in qualità e finezza di ragionamento. Altre conseguenze dello stress cronico, come sappiamo, sono a carico del cuore, altre ancora sono quelle relative alla respirazione incompleta, che diventa abituale.

LA BELLEZZA DI FARE IL MESTIERE DELL'ACCOUNT

Se quello dell'account è un mestiere che porta stress, è anche vero che si tratta di un bellissimo modo per guadagnarsi da vivere. Come detto è un lavoro stimolante, che esercita le capacità empatiche, il gusto estetico, il ragionamento astratto e concreto, la creatività, il senso di responsabilità, le competenze interdisciplinari e il "pensiero laterale". Fare l'account è attività stressante ma è qualcosa che è sempre diverso, nuovo, sorprendente. E questo non è, assolutamente, roba da poco!

COME TUTELARE UN ACCOUNT

La prima responsabilità è verso sé stessi, questa dovrebbe essere la regola aurea per ogni account, che dovrebbe imparare a riconoscere i sintomi dell'eccesso di stress e la comparsa dei segni del cosiddetto burn-out, che secondo Christina Maslach (fra i massimi esperti in materia) sono:

  • Feeling emotionally drained and mentally unwell, nausea, being unable to sleep or constantly fighting sicknesses like head colds
  • Feeling alienated by your colleagues and bosses, feeling constantly underappreciated, or feeling ostracized by them
  • Feeling you are not personally achieving your best, or regularly phoning it in".

Anche l'azienda ha una grossa responsabilità, ha il dovere di tutelare non solo la salute ma il benessere dei propri account. Le cause di burn-out sono:

  • Cambiamenti organizzativi, nelle modalità di lavoro e negli strumenti da adottare
  • Scadenze impossibili
  • Conflitti o interruzioni nel progress
  • Cambio continuo di programmi
  • Aumento di responsabilità senza la giusta compensazione
  • Rapporti problematici con colleghi o clienti.

È opportuno che in agenzia si faccia il massimo per rimuovere queste cause e al contempo supportare gli account nel difficile compito di lavorare al massimo e conciliare il lavoro in modo sostenibile con la propria vita extra-ufficio.

Vale, in ogni caso, la sensibilità umana, il prestare ascolto alle persone, l'accogliere e comprendere le difficoltà. Oltre a questo può essere di sostegno il prevedere step di avanzamento retributivobenefit gratificantiattività rilassanti ed eventualmente regolari periodi sabbatici. Organizzare il lavoro in questo modo può essere la maniera migliore per rafforzare alla grande la parte piacevole della vita d'ufficio, in modo da renderla più forte di quella stressante.

I VANTAGGI DELLO STRABISMO

A parte lo stress, che può però essere gestito e contenuto, non sono da sottovalutare i vantaggi dell'essere strabici. Per dirla con una battuta di Giulio Severini: "Non è davvero strabico, disse un tizio a un altro, è che guarda in due direzioni per avere maggiore visuale"!

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