Come finire sulla lista nera di Facebook?

Dal 2008 la piattaforma gestisce una lista di tutte le persone che scrivono commenti negativi sull'operato di Facebook, associandone gli spostamenti fisici ricavati dai dati ottenuti dalla app o dagli indirizzi IP utilizzati per connettersi.

Avete parlato male di Facebook o del suo fondatore? Allora è possibile che siate già stati tracciati, finendo nella lista nera, chiamata "Be On Lookout" (BOLO).

Secondo quanto riportato da ex dipendenti del colosso americano a CNBC, dal 2008 la piattaforma gestisce una lista di tutte le persone che scrivono commenti negativi sull'operato di Facebook, associandone gli spostamenti fisici ricavati dai dati ottenuti dalla app o dagli indirizzi IP utilizzati per connettersi.

La lista sarebbe aggiornata periodicamente e comprenderebbe nomi, foto, posizione lavorativa e una breve descrizione del motivo per cui la persona si trova nel documento. Fra le motivazioni troviamo minacce inviate ai dipendenti Facebook e commenti offensivi al fondatore.

Facebook, per mezzo di un portavoce, non ha smentito l’esistenza della lista, ammettendo che esiste un gruppo incaricato di classificare e gestire le minacce concrete e differenziarle da presunte minacce virtuali. Si tratta delle stesse persone che hanno il compito di sorvegliare le sedi di Facebook e verificare minacce potenziali, prima che diventino di carattere attuale. Ma come opera questo gruppo? Adotta gli strumenti più aggiornati per prevenire le minacce violente, informando, se necessario, le forze dell’ordine. Nonostante questo, tutti i dati degli utenti ritenuti pericolosi vengono trattati nel rispetto della privacy, seguendo le normative e i termini di servizio della piattaforma stessa.

Leggenda narra che anni fa accadde un episodio che certificherebbe la presenza della BOLO: un utente di Facebook si presentò a Menlo Park per pranzare con un amico, dipendente dell'azienda. Il suo nome era presente nella lista nera a causa di un messaggio che aveva inviato tempo prima a Zuckerberg. Venne scortato per tutto il tempo durante i suoi spostamenti, con guardie di sicurezza che ne seguirono ogni singolo movimento. Solo in seguito all'intervento dell'amico venne eliminato il suo nome dalla lista. 
Zuckerberg, intervistato in merito allo spiacevole episodio, rispose: "Nessuno finisce sulla lista senza un valido motivo..."

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