La psicologia dei colori nel marketing

La psicologia dei colori nel marketing

Parlare di colori significa parlare di emozioni, come la sorpresa, la gioia o… la paura. Un universo ampio che affonda le sue radici nell’infanzia, nelle esperienze personali, nella cultura e si veicola attraverso una simbologia cromatica ben precisa.

Parlare di colori significa parlare di emozioni, come la sorpresa, la gioia o… la paura. Un universo ampio che affonda le sue radici nell’infanzia, nelle esperienze personali, nella cultura e si veicola attraverso una simbologia cromatica ben precisa.

La neuropsicologia è giunta a una conclusione davvero interessante: il colore stimola l’azione del cervello, e lo fa in diversi modi che, se conosciuti, possono essere usati per strutturare al meglio qualsiasi messaggio. Già in passato egiziani e cinesi si servivano dei colori per guarire o favorire determinati stati emotivi. Anche l’arte antica era minuziosa nella scelta dei colori, ad esempio, il rosso veniva considerato dagli egiziani come il riflesso della vita, dell’ira, della furia degli Dei. Pitagora, Platone, Aristotele e Leonardo da Vinci tentarono di spiegare la fisica del colore. Poi vennero Newton (1660) che isolò 7 colori primari e Goethe (1810) con il suo saggio Zur Farbenlehre. Anche artisti quali Itten, Kandinsky e Klee dettero contributi fondamentali.

In epoca contemporanea e in ambito marketing, fondamentale lo studio del 2002 dal titolo: Roses are Red and Violets are Blue - Everywhere?, così come il celebre Impact of color on marketing in cui si dimostrava come le decisioni impulsive di acquisto potessero essere influenzate dai colori in un range di percentuali dal 62 al 90%.

Ogni singolo colore ha un impatto sul cervello e, di conseguenza, trova spazio nella pratica che oggi viene riconosciuta come neuromarketing. Comprendere in che modo reagisce il consumatore a determinati stimoli permette di incrementare gli indici di conversione su un sito web o una app, ma in generare di comunicare meglio. Certo, si tratta di semplici indicazioni, non di metodi infallibili, ma ogni azione di miglioramento consente di ottimizzare i processi.

 

La percezione dei colori

Gli effetti del colore sono dati da tre fattori:

  • Fisici: l’interazione della luce con la materia
  • Fisiologici: la percezione della luce da parte dell’occhio umano
  • Psichici: l’interpretazione degli stimoli sensoriali da parte del cervello e l’elaborazione mentale che ne consegue.

 

Gli effetti dei colori

I colori agiscono a livello fisico, trasmettendo una frequenza e inducono particolari stati d’animo. A seconda di come ci si sente, invece, si cercheranno colori assonanti col proprio stato emotivo. Entrare in sintonia con il proprio pubblico o condurlo verso particolari condizioni è compito di chi si occupa di comunicazione e farlo attraverso la scelta dei colori giusti è un metodo che può portare a risultati davvero sorprendenti.

 

La psicologia e il significato dei colori

Alcuni colori evocano più facilmente acquisti impulsivi, come rosso, nero e arancione. Altri, invece, sono associati al risparmio, come il verde. Nell’infografica riportata in basso sono illustrate le principali sensazioni associate ai colori. I colori sono quindi una guida valida per comunicare l’essenza del brand o sostenere i processi di conversione.

Curiosità: in popolazioni come gli Himba (Namibia) e i Berinmo (Papua Nuova Guinea) si usa la stessa parola per indicare il verde e il blu.

 

La psicologia dei colori: il Rosso

Il rosso è il colore del cuore, del sangue. È direttamente riconducibile alla passione, alla forza di volontà, al pericolo imminente. Il rosso è uno di quei colori che attira facilmente l’attenzione. È forte, per questo i brand tendono a utilizzarlo con estrema parsimonia.

Curiosità: secondo uno studio del 2010 una donna che si veste di rosso è mediamente giudicata più attraente rispetto a quando si veste con altri colori.

 

La psicologia dei colori: il Blu

Il blu è il colore del mare, stimola relax e tranquillità. È un colore che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Questi i motivi per cui viene adottato dalle banche che intendono trasferire messaggi di solidità e fermezza.
Curiosità: il blu è uno dei colori preferiti al mondo, in particolare nei paesi occidentali.

 

La psicologia dei colori: il Verde

Il verde è da sempre associato alla natura, alla sostenibilità. È al centro dello spettro visibile. Si tratta di un colore che stimola l’attenzione. I brand che lo adottano sono generalmente eco-friendly oppure intendono trasmettere un’idea di stabilità e fermezza, come nel caso delle banche. È un colore che rilassa la muscolaura.

Curiosità: il verde disseta perché l’abbondanza di verde segnala alla mente un ambiente con abbondanza d’acqua.

 

La psicologia dei colori: il Nero

Il nero è sinonimo di lusso, stile, eleganza. Associato prevalentemente ad aziende di alto profilo, viene adottato per esprimere alta qualità, concretezza, innovazione. Dal punto di vista psicologico si associa al potere e al mistero ma anche alla tristezza.
Curiosità: la biancheria intima nera, a lungo andare, tenderebbe a devitalizzare la sessualità.

 

La psicologia dei colori: il Giallo

Il giallo richiama la felicità, l’ottimismo, l’attenzione immediata. Viene utilizzato sempre più spesso per richiamare l’attenzione nelle vetrine o per segnare un pericolo. I brand che lo utilizzano intendono trasmettere dinamicità e allegria. Quando viene abbinato al nero si intende trasmettere un messaggio di importanza e dominio.

Curiosità: nelle cromoterapie ispirate alla teoria dei biofotoni viene usato per depurare il sangue e stimolare la digestione.

 

La psicologia dei colori: il Multicolore

Sempre più spesso capita di imbattersi in grandi marche che hanno adottato il multicolore per esprimere la propria personalità. Si tratta di brand inclusivi, informali, che fanno dell’apertura mentale, l’innovazione e la diversità il proprio stile di vita, comunicando un messaggio forte ma allo stesso tempo professionale. Un esempio su tutti? Google

Per creare una palette ben assortita, conoscere la teoria dei colori e la ruota di Itten è fondamentale. 

 

I colori e le Call To Action

Le Call to Action – letteralmente chiamata all’azione – sono un elemento utilizzato per invitare gli utenti a compiere una determinata azione, come il download di un e-book o l’iscrizione a una newsletter. Le CTA si presentano generalmente sotto forma di bottoni o tasti colorati, in grado di attirare l’attenzione. Si tratta di elementi fondamentali all’interno di una strategia di marketing. Per questo diventa fondamentale utilizzare i colori giusti per ottenere i risultati sperati. C’è una forte correlazione fra la strategia di marketing e la scelta dei colori. Ogni singolo colore si adatta a un contesto commerciale o sociale ben preciso, che influenza gli utenti.

Anche la cultura e la religione fanno la propria parte:

Ecco alcuni consigli utili:

  1. definire un forte contrasto fra la CTA e l’impaginazione del sito web serve a differenziare meglio l’elemento grafico della pagina e attivare l’attenzione dell’utente
  2. scegliere un colore che sia in grado di distinguersi aiuta l’utente a rendere esplicita l’azione
  3. essere coerenti nell’utilizzo dei colori permette ai visitatori di differenziare gli elementi visivi presenti all’interno di un sito. Ad esempio, se si decide di optare per un blu nelle CTA, ogni button di quel colore verrà associato a una call to action.

Come abbiamo visto in precedenza, ogni colore stimola una sensazione. Ecco perché diventa necessario selezionare il colore giusto in base al contesto e all’azione che intendiamo stimolare.

Ora sta a voi mettere in pratica queste indicazioni o...contattare un partner competente per i vostri lavori ;)

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