Art with Watson

L'Intelligenza Artificiale può co-creare arte. Hai idea di cosa potrebbe fare per la tua azienda?

Alvin Toffler nel 1970 (Future Shock) scriveva che gli analfabeti del 21° secolo sarebbero stati non gli illetterati del leggere e scrivere ma quelli incapaci di imparare, disimparare, e imparare di nuovo. Oggi, agli inizi del 2020, pure le macchine sanno imparare. Chi ha la responsabilità di un business non può permettersi di essere analfabeta.

"Che cos'è l'arte?" si chiede IBM dopo aver cercato consulenza dai tipi di Ogilvy.

 


La risposta è: "Espressione umana".

Beh, ma… perché IBM si mette a discettare di estetica e filosofia dell'arte? Il motivo è semplice, siamo ormai in epoca in cui i computer (prosaicamente "le macchine") sono in grado di co-creare arte.
E se dai microchip può nascere arte… chissà cosa può nascere per un'azienda!

Elementare Watson, gli algoritmi imparano!

Si chiama Watson la tecnologia che, citando il cognome di Thomas John Watson, storico cofondatore dell'azienda è riuscita a divenire partner di un gruppo di artisti per suggerire linee interpretative utili alla realizzazione dei ritratti di personaggi quali Josephine Baker, Marie Curie, Nikola Tesla e Charles Darwin.
Watson è un esempio di Cognitive Computing, non semplice Intelligenza Artificiale.

Intelligenza Artificiale, Big Data Analytics e Cognitive Computing: le differenze

Parlare di Intelligenza Artificiale (AI) significa riferirsi a una sorta di concetto-ombrello che mette sotto di sé visioni progettuali e paradigmi ideologici diversi. In linea di massima possiamo dire che l'Intelligenza Artificiale si preoccupa di replicare i comportamenti umani. Per questo motivo un chatbot può essere considerato una forma di AI. Gli esperti o i cultori dell'informatica non potranno non pensare, a questo punto, al progetto che è stato il pioniere del settore: ELIZA. Si trattava di un sistema in grado di interloquire a parole dando l'impressione di comprendere e interagire con coerenza. Per i curiosi la risposta è sì: è possibile, ancora oggi, parlare con ELIZA, ecco il link.
L'Intelligenza Artificiale, quindi, non è necessariamente interessata a replicare i meccanismi dell'intelligenza umana ma a produrre comportamenti intelligenti, simili a quelli che essa rende possibili. ELIZA sembrava intelligente ma non lo era, era programmata in modo tale da far credere che lo fosse.
Nel corso del tempo il concetto si è sviluppato prendendo a spunto (filosofico) sinapsi e reti neurali ma da qui ad aver replicato l'intelligenza stessa la strada è un po' lunga e tortuosa. Però…
I sistemi di Big Data Analytics entrano in gioco quando tipologia e quantità dei dati da analizzare sono complessi e numerosi. Servono per l'analisi di scenari iper-intricati come i mercati finanziari globali, il comportamento delle masse di consumatori ma anche il funzionamento di macchinari IoT. Grazie ai Big Data Analytics è possibile avere elaborazioni, dati, rappresentazioni, proiezione di tendenze, previsioni, suggerimenti di ottimizzazione e via dicendo. Questi sistemi rendono efficace l'elaborazione dei dati e sono in grado di fare supposizioni molto, molto acute e intelligenti.
Quando un sistema è in grado di apprendere e di relazionarsi in maniera "naturale" con i propri utilizzatori, allora siamo di fronte a un esempio di Cognitive Computing. Questo tipo di soluzioni evolve grazie al proprio storico, non ripete mai gli stessi errori, è in grado di intuire e operare correlazioni, ha sempre fame di dati e può parlare – letteralmente – con gli utenti, può comprendere parole, frasi, sottintesi e decifrare le immagini. Con il Cognitive Computing a supporto delle decisioni aziendali, le indicazioni di business diventano dialogiche e problematiche, vale a dire che gli scenari dipinti sono ricchi di variabili e possibilità evolutive, non sono mai lapidari e rigidi. Si tratta di sistemi realmente intelligenti.

Art with Watson

Watson è un complesso sistema di Intelligenza Artificiale in grado di interagire in linguaggio naturale. Nel 2016 è stato affiancato ad alcuni artisti con lo scopo di fornire suggerimenti utili per creare opere d'arte ispirate a personaggi famosi. Grazie ai suoi sistemi di analisi linguistica, Watson ha "fagocitato" scritti pubblici e privati di ciascun personaggio andando a delinearne la personalità e a individuare desiderata latenti ma mai espressi. "Il linguaggio umano riflette la personalità, lo stile di pensiero, le connessioni sociali e gli stati emotivi. La frequenza con cui le persone utilizzano determinate categorie di parole può fornire indizi su queste caratteristiche" sostiene IBM in accordo con diverse teorie psicologiche. Su questa base i sistemi sono stati sviluppati integrando la teoria dei Big Five, l'estrapolazione de valori e dei bisogni, fino a delineare le caratteristiche della personalità attraverso la restituzione di decine di indici, descrizioni analitiche e ritratti "da consumatore". Per capirci, analizzando con questi tool l'account Twitter spagnolo di Papa Francesco, monsignor Bergoglio viene ritratto – a grandi linee - come  geniale, attivo, empatico, compassionevole, altruista, aperto, energico, amante dell'arte, dedito a obiettivi elevati e disposto a lavorare duro per raggiungerli, rispettoso della tradizione (considerata come guida valoriale), poco incline ad acquistare abbonamenti per le palestre, poco interessato ai ristoranti, non amante della moda ma coinvolto dalla lettura delle riviste "leggere"; come consumatore, nei propri acquisti cerca di appagare il bisogno profondo di armonia, amore, stabilità, vicinanza e non cerca di apparire superiore grazie al possesso degli oggetti.
Bene, analizzando le scelte lessicali, i lemmi e le occorrenze linguistiche presenti nei testi di Marie Curie, Watson ha rilevato legami semantici fra bambini, gioia e famiglia, ribaltando la concezione tipica del ricercatore come "invasato" dal proprio lavoro e scoprendo che la vera passione della chimica polacca era proprio la maternità. Queste informazioni hanno permesso agli artisti incaricati di lavorare sulla Curie, di realizzare inaspettati ritratti di una madre calda e amorevole. Stessa cosa per gli altri personaggi della kermesse artistica che si è conclusa con una collettiva negli spazi espositivi della Cadillac House di New York.

Cognitive Computing per le aziende: il vero salto quantico

Parlare di "salto quantico" in relazione ai benefici che un'azienda può trarre dalla Cognitive Computing è appropriato. Il salto quantico è l'approdo a una nuova dimensione, il passare da uno stato a un altro senza transitare in dimensioni intermedie; per capirci, se un embrione si trasformasse non in un feto, poi in un neonato, poi in un bambino e poi in un uomo ma direttamente dallo stato iniziale a quello di adulto, beh, si potrebbe parlare a ragione di salto quantico. È proprio questo che può fare un sistema di Cognitive Computing.
 

Cognitive Computing e marketing

Censire, classificare, studiare, essere contestuali al bisogno, parlare lo stesso linguaggio, conoscere le abitudini di acquisto, correlare i periodi di acquisto agli eventi della vita, studiare e proporre l'offerta giusta nel modo, sul mezzo e nel tempo migliore. Sono questi alcuni plus che un sistema di Cognitive Computing potrebbe apportare a chi si occupa di marketing. Il tutto in modi immediati, comprensibili e con una stima della propria attendibilità.

Cognitive Computing e customer care

Stesso discorso relativo al marketing ma con l'aggiunta di analisi profonde sui sentimenti, sul vissuto profondo di prospect e clienti, sulle opinioni che si stanno sedimentando a livello inconsapevole nelle varie audience. Insomma, una sorta di ZMET (Zaltman metaphor elicitation technique) che si aggiorna in tempo reale ed è disponibile 24 ore su 24. E poi la gestione in proprio, con ottica proattiva, delle conversazioni. Niente male, vero?



Cognitive Computing e strategie finanziarie

Immaginiamo il mondo intero come un organismo e l'economia mondiale come un corpo i cui tutti gli organi sono collegati. Se accade qualcosa in Canada non sempre ci saranno ripercussioni sull'Italia, almeno nell'immediato, però…
Ecco, è proprio questo che si può fare grazie alla Cognitive Computing: correlare eventi, tendenze, fenomeni ricorsivi, trovando legami di dipendenza altrimenti inimmaginabili e agendo di conseguenza. Le fluttuazioni, le bolle, le azioni speculative sui mercati diventano terreno di apprendimento e spazio per l'assunzione di decisioni strategiche informate, lungimiranti e sicure.

Cognitive Computing e sicurezza informatica

Imparare studiando i propri avversari, imparare a prevederne le mosse, arrivare ad anticiparne strategie e tattiche. Prevedere l'evoluzione tecnologica e prendere in anticipo le contromisure più efficaci. C'è da aggiungere altro sulla cybersecurity?

Cognitive Computing e produzione industriale

Ammettiamo che si sia fatto un investimento, una catena produttiva per incarti di caramelle da 80 milioni di €. Immaginiamo di produrre gli incarti con un materiale che giunge sotto forma di enormi bobine. Immaginiamo due scenari:

  1. parte della bobina è "fallata" e parte della produzione è quindi da buttare
  2. la produzione si ferma perché un elemento della macchina che sta nel cuore della catena ha bisogno di una riparazione.

Si tratta di due semplici esempi che possono però essere utili a capire i vantaggi del Cognitive Computing:

  1. gestendo i materiali in ottica IoT la macchina può essere informata che dal metro 128,20 al metro 130,70 la bobina è danneggiata e agire di conseguenza generando risparmio ed efficienza
  2. la macchina ha un sistema che monitora, studia, analizza, segnala ai tecnici qualsiasi dato di tenuta e intuisce (in termini tecnici si chiama "manutenzione predittiva") la necessità di intervenire prima che si verifichi il problema generando continuità produttiva e assenza di interruzioni.

Questo e tanto altro ancora si può fare grazie a un buon sistema di Cognitive Computing.

Cognitive Computing, altri vantaggi

I benefici riguardano qualsiasi settore, dalla Supply Chain alla salute, dallo sport alla gestione delle evoluzioni tecnologiche.



Cognitive Computing e… come iniziare?

Basta cominciare, anche con un piccolo progetto pilota ma è necessario avviare il cambiamento. Non lo dice Mediaus, lo dicono quelli di IBM!

Il Cognitive Computing è già qui, se non ci credi guarda Facebook ADS (e non solo)

Ogni volta che apri l'app di Facebook contribuisci a rendere i suoi sistemi sempre più intelligenti a vantaggio degli inserzionisti. La grande "Effe" di Menlo Park utilizza Intelligenza Artificiale e Cognitive Computing per ottimizzare, personalizzare e creare esperienze di pubblicità ma anche per gestire gli acquisti e le bid degli stessi inserzinisti. Per bocca di Andrew Ng siamo ormai nell'epoca in cui i grandi player possono "identificare e segmentare in modo intelligente il pubblico, sviluppare creatività, testare variazioni, migliorare le prestazioni e ottimizzare la spesa, automaticamente, in tempo reale e su vasta scala". Insomma, se non è ancora il tempo di attrezzare la tua azienda per stare al passo con la visione del Cognitive Computing, assicurati almeno che chi cura le tue campagne sappia gestire con consapevolezza strategica gli strumenti di Intelligenza Artificiale delle varie piattaforme. Tieni presente che non è solo Facebook ad avvalersi di sistemi intelligenti e non è solo la pubblicità a esserne interessata: queste logiche sono sfruttate anche per comprendere User Experience, umori, persistenza dei ricordi, aspettative, miglioramento dei risultati in serp...

Cognitive Computing: un valore che cresce nel tempo

In perfetta sintonia con ciò che avviene per i vini, un sistema basato sull'Elaborazione Cognitiva accresce il proprio valore man mano che invecchia. Grazie alla capacità di apprendimento, gli investimenti per l'AI non sono mai un costo e ogni anno diventano vantaggi competitivi dal valore inestimabile. Anche lo shift mentale cui questi tools spingono le persone che li usano, ha per le aziende una rilevanza strategica di primissimo piano.

Se tutto questa è già qui, tu dove sei?

È sempre Toffler ad aiutarci, quando afferma che: "Il cambiamento è il processo con cui il futuro invade le nostre vite". Il futuro è qui e lo è anche in previsioni come quella ipotetica di Patrizia Fabbri: "L’umanità ha iniziato a liberarsi dall’ansia e dalla pressione di doversi guadagnare da vivere quando l’AI debole è diventata universale, quando è stata creata l’AI forte verso la metà del decennio 2030 e quando gli esperimenti di reddito di base all’inizio del XXI secolo hanno mostrato di avere effetti positivi".
Il Cognitive Computing è già qui e molti dei tuoi concorrenti sono in procinto di fare il salto quantico.
E tu?

 

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