Interpretare gli scarabocchi

Conosci il tuo interlocutore? Osserva i suoi scarabocchi!

Per qualsiasi interazione sociale, anche sul lavoro, instaurare una buona relazione è indispensabile. Conoscere la persona che si ha davanti è fondamentale per non fare mosse che potrebbero avere effetti disastrosi. Se il tuo interlocutore scarabocchia mentre parla o ascolta, osserva con attenzione e... continua la lettura di questo post!

Gli scarabocchi sono uno specchio decisamente fedele della personalità di coloro che li disegnano. Cuori, fiori, frecce, animali e figure astratte possono darci moltissime informazioni su coloro che abbiamo di fronte durante una riunione, aiutandoci a impostare la relazione nel migliore dei modi possibili.

 

Osservare gli scarabocchi di chi ci sta di fronte: le cose da cui partire

Le prime 3 cose da osservare sono, nell'ordine:

  1. impugnatura della penna
    chi tiene la penna in modo naturale e non forzato ha un buon equilibrio
    generale e ama potersi esprimere, il consiglio è allora parlare con queste persone lasciando spazio e dando considerazione alle loro opinioni; se l'impugnatura è rigida, forzata e poco rilassata, siamo di fronte - con buona probabilità - a qualcuno che cova rabbia nascosta, occhio quindi in fase di trattativa, a non fare obiezioni eccessivamente perentorie, la persona potrebbe reagire in maniera scomposta; tenere la penna "da lontano" può essere indice di un carattere che si bea della propria importanza e che tende a distanziare gli altri, qui è bene non eccedere nelle confidenze se non si è esplicitamente autorizzati
  2. il punto di inizio
    chi inizia a scarabocchiare al centro del foglio si considera "al centro" in tutti i sensi
    , in questo caso qualche velato complimento può fare un buon effetto; se il punto d'avvio degli scarabocchi è defilato, abbiamo di fronte una persona a cui non va di essere protagonista, si potrebbe trattare di un adulto che, negli anni di infanzia, ha subito qualche colpo all'autostima, attenzione quindi a non indurre pensieri foschi rimandando a possibili responsabilità nel caso in cui non si trovi l'accordo; fare disegnini riempiendo occhielli e lettere significa nutrire ansia verso la propria posizione, queste persone vanno coinvolte e rassicurate
  3. il tratto
    se il tratto con cui la persona disegna e scarabocchia è fluido e sicuro, si ha davanti qualcuno dalla mente ampia. Coloro che scarabocchiano con tratto incerto sono insicuri e soffrono la paura del rimprovero. A un tratto forte corrisponde una personalità energica e bisognosa di spazio. Nel primo caso frasi ispirazionali e visioni filosofiche possono essere gradite, nel secondo è bene fare attenzione a non instillare paure, nel terzo è opportuno offrire un coinvolgimento ad ampio spettro nel progetto da realizzare assieme.

 

Dimmi cosa scarabocchi e ti dirò chi sei: gli animali

Di norma il carattere principale dell'animale disegnato si lega in modo simbolico al carattere della persona che lo disegna. Ecco quindi che chi disegna un gatto è probabilmente tranquillo e gentile ma opportunista, chi disegna un cane è leale e giocoso, chi predilige una fiera vuol comandare (anche con la forza) e intimorire gli altri, chi disegna uccelli vuole "volare" via, chi disegna cavalli è poderosamente legato alla propria autonomia, chi raffigura scimmie possiede invece un animo che sa stupirsi e una grande versatilità intellettuale. È superfluo dire - a titolo di esempio - che se vogliamo inimicarci qualcuno che disegna cani, basta fare in modo di non suscitare fiducia...

 

Il mio interlocutore sta disegnando fiorellini... chi ho di fronte?

Probabilmente una persona sensibile e collaborativa, che predilige il cuore alla testa. In questo caso è fondamentale che ci sia la possibilità che il rapporto evolva dalla sfera lavorativa verso la sfera umana.

 

Che carattere ha chi disegna alberi?

Se ci si accorge che il nostro inerlocutore disegna alberi, è bene osservarne alcuni punti:

  1. il tronco
    è legato alla percezione di sé e può rappresentare i modo in cui si affronta la vita. Un tronco solido equivale una personalità stabile, a un tronco slanciato verso l'alto una personalità meno materiale e più orientata alla ricerca "superiore". Per entrare in assonanza è possibile scegliere, nel discorso, metafore di stabilità (per i primi) e di crescita (per i secondi)
  2. le radici
    sono sia un simbolo del proprio passato (in famiglia e in azienda), sia un'espressione di tutto ciò che è stabilità
  3. rami, frutti, fiori e foglie
    i rami possono rappresentare la capacità, percepita, di crescita
    , più i rami sono sviluppati, più la persona si sente realizzata. Molti frutti indicano la volontà di avere dei vantaggi. I fiori segnalano attenzione agli aspetti estetici mentre le foglie possono indicare una certa indulgenza verso la tristezza e il pessimismo (se sono cadenti) o una volontà di nascondersi (quando il fogliame copre tutto). Per impostare al meglio una relazione con ciascuna di queste personalità, è bene riflettere e fare mente locale. Tanto per fare un esempio: se chi si ha di fronte ha disegnato con accuratezza un albero fiorito, portare il discorso sulla bellezza e il valore estetico di ciò che si sta costruendo avviando una collaborazione, potrà dare ottimi risultati.

 

Altri aspetti da considerare sono l'occupazione dello spazio (più l'albero è piccolo, più la persona è timida), il tipo di albero (l'abete corrisponde a un carattere nostalgico, il cipresso a un'anima riflessiva, il salice piangente è l'albero di chi non si fa mai metter i piedi in testa), la ricchezza di elementi alla base del tronco, che più sono vari e numerosi, più indicano fantasia ed equilibrio.

 

Capire il carattere di chi disegna glifi, ghirigori, spirali e altre figure astratte

Se si sta trattando con qualcuno che disegna linee diagonali e parallele, attenzione, si ha davanti agli occhi la rappresentazione grafica tipica di coloro che vogliono dominare gli altri. Se sul foglio appaiono figure tridimensionali, la persona che le ha disegnate ha spiccate doti analitiche e per entrare in sintonia servono immagini e metafore visive. I cuori indicano caratteri romantici, le figure con linee angolose e spezzate sono indice di tensione, i numeri di razionalità, le spirali del bisogno di allentare la tensione, le frecce la voglia di concretezza, le linee curve la capacità di adattamento, le stelline un carattere ottimista ma ambizioso.

 

Analizzare i quadranti del foglio occupati dal disegno per capire la personalità

In questo caso più che con le parole, è facile e intuitivo presentare una griglia di lettura in modo visuale:

La zona alta del foglio corrisponde alla sfera immaginativa, la fascia centrale alla realtà, la parte inferiore al “sommerso” ma anche alla materialità. La direzione sinistra -> destra, si lega al trascorrere del tempo.

A seconda di come il disegno occupa il foglio, osservando la disposizione di tratti ed elementi, è possibile farsi un’idea della persona. Se, per capirci, si ha sotto agli occhi un disegno in cui alla destra del foglio c’è una bella spiaggia con ombrelloni e Sole, e sulla sinistra la finestra di un ufficio, si sta – con buona probabilità – parlando con qualcuno che desidera essere altrove e la situazione richiede d trovare un terreno comune, che può essere raggiunto spostando il discorso su ferie e viaggi.

 

Disegnare figure umanoidi e il test sul disegno del corpo umano di Karen Machover

Per terminare questo breve (e non esaustivo excursus) approfondiamo uno dei disegni tipicamente più realizzati: l’omino (o la donnina). Nel lontano 1949 la psicologa Karen Machover mise a punto un test proiettivo (un test che si basa sull’assunto secondo cui nelle azioni inconsce si esprima un mondo interiore ancora non consapevole) centrato sul disegno della figura umana. Questa procedura prevede, di norma, il compito di disegnare un personaggio del proprio sesso e immediatamente dopo una figura dell’altro sesso. L’ipotesi è che nel primo caso chi disegna dia spazio alla rappresentazione di sé e nel secondo alla rappresentazione degli altri. Ecco alcune linee di lettura (l’analisi da parte degli specialisti è ovviamente molto più complessa) utili a capire con chi si ha a che fare, se per caso scarabocchiando, riproduce figure umane:

  • la testa
    se è troppo grande rispetto alle normali suggerisce il bisogno di comunicare ma quando è eccessivamente grande segnala un’esagerata considerazione di sé; se è disegnata solo dopo che è stato tracciato il resto del corpo può indicare difficoltà a controllare gli impulsi, se assomiglia a quella di uno scimpanzè lascia supporre una certa inclinazione ossessivo-compulsiva, se il collo è alla Modigliani l’autore è fantasioso e disposto a esplorare nuove strade
  • gli organi di senso (considerati determinanti dalla Machover)
    bocca
    , orecchie, naso e occhi, sono accentuati da coloro che hanno una personalità tendenzialmente aggressiva; il naso è un simbolo fallico e la sua forma (dimensioni comprese) è la cartina tornasole rispetto all’autostima sessuale di chi lo disegna, se si tratta di un maschio; l’assenza delle orecchie racconta simbolicamente una scarsa attitudine ad ascoltare gli altri. Le mani hanno spesso significati ambivalenti perché servono ad abbracciare ma anche a picchiare e quando le dita sono "adunche" possono essere indice di una certa aggressività.
  • lo schema corporeo
    corrette proporzioni del corpo – al di là della capacità soggettiva di chi disegna – corrispondono a una corretta percezione di sé, ecco allora che una figura umana dal tronco esile è tipica di chi non è troppo soddisfatto del proprio aspetto, gambe slanciate mostrano desiderio di crescita, braccia corte insicurezza.

Osservare gli scarabocchi per comprendere la personalità: usi e limiti

Che il disegno, specie fatto in maniera non eccessivamente volontaria, sia una rappresentazione della personalità è cosa nota e conosciuta. Se avere qualche dritta analitico-interpretativa può essere utile a comprendere meglio le persone che si hanno davanti, attenzione a non eccedere nella fiducia in sé stessi: le nozioni appena lette non ci trasformano in psicologi. Usare quindi con tutte le cautele del caso queste indicazioni, tenendo ben presente che ogni interpretazione deve tener conto anche del contesto, dei fatti contingenti, del momento e di tutto ciò che può influenzare fantasia e stato d’animo: spesso i fatti d’attualità determinano il soggetto dei disegni.

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