Cognitive Building: la rivoluzione alla porta. Di casa

Gli Edifici Cognitivi sono l'evoluzione di ciò che fu la domotica e di tutto quanto si annovera nel concetto di Smart Building. Ma c'è di più: la prospettiva è quella dei Responsive Buildings, edifici "senzienti" che sapranno addirittura consolare.

Quando l'Intelligenza Artificiale incontra l'intelligenza umana possono nascere cose molto interessanti. È così che, probabilmente, arriveremo a costruire case in grado di interagire con l'ambiente esterno, con quello interno, con le persone, con il consumo energetico.

Nato come approccio evolutivo all'ecoefficienza abitativa (verso il traguardo dello NZEB – Near Zero Energy Building), il concetto di Cognitive Building sfrutta le straordinarie possibilità delle tecnologie IoT per gestire i consumi ma si sviluppa - in maniera responsiva, appunto - in direzione di creare un vero e proprio dialogo con gli abitanti, fatto di osservazione, monitoraggio, previsioni e interventi in tempo reale.

 

Come sarebbe vivere in un Edificio Congitivo al tempo del Coronavirus?

Se l'isolamento forzato fosse all'interno di un Edificio Cognitivo, le mura della casa saprebbero:
- gestire la temperatura degli ambienti
- perfezionare l'habitat gestendo correnti d'aria ed esposizione al sole
- ottimizzare gli approvvigionamenti energetici immagazzinando energia nei momenti giusti per rilasciarla duranti gli abituali picchi di consumo
- fare la lista delle cose mancanti e ordinare la spesa
- rilevare lo stato di salute e dare consigli
- comprendere l'umore e intervenire per alleviare trsistezza e tensioni
- imparare le nuove abitudini degli abitanti e modificare illuminazione, aerazione, musica, tv, informazioni, orari di accensione del forno...
Insomma, grazie a tecnologia sensoriale, algoritmi di autoapprendimento, inferenze e straordinaria capacità di elaborazione, gli Edifici Cognitivi avrebbero potuto essere un vero e proprio buen retiro per milioni e milioni di persone che, invece, in casa si sentono confinati alla stregua di prigionieri.

 

La tecnologia degli Edifici Cognitivi

Fra le aziende più attive nella ricerca c'è IBM (cui si deve la definizione di Cognitive Building), ma la ricerca ha sviluppato sperimentazioni e tecnolgie verticali in diversi ambiti. Spesso basati su Cloud, IWMS (Integrated Workplace Management System), Weareable Devices e Cognitive Computing, questi sistemi non sono scissi dal design architettonico, che lungi dal risultarne vincolato, trova invece la possibilità di esprimersi con straordinaria lena creativa.
Questione a parte è quella relativa al rilevamento dell'umore, che da ben oltre un decennio occupa la mente dei creativi del software e che è arrivata addirittura a rilevare gli indizi di potenziale depressione attraverso l'ascolto degli armonici vocali.
Tutto questo non è scevro dalla possibilità di rischio, sia per l'hacking informatico relativo all'attivazione e disattivazione di funzioni dell'edificio, sia per la natura stessa dei dati che gli oggetti IoT sono (sarebbero) in grado di cogliere ed elaborare: decisamente privati, oseremmo dire intimi. Insomma, dall'Eden al grande fratello il passo potrebbe essere breve.

 

E... se costruissimo Uffici Cognitivi?

Ecco, immaginiamo queste tecnologie declinate alla vita d'ufficio e facciamolo con allegria:
- la scrivania esegue il detect dei livelli di stress e fa partire una compilation di Bob Marley quando il livello di cortisolo è troppo elevato
- se la concentrazione di anidride carboica è tale da cofigurare lo stato di "aria viziata", il lampadario apre le finestre
- quando il tono delle conversazioni si fa "impastato" ecco che arriva il carrello semovente con una fornitura d'acqua
- se la sedia si accorge che l'impiegato trattiene il respiro suona un campanello e manda un alert sullo schermo
- il mouse si accorge che il tono muscolare non è fluido e intima alla sedia di fare un massaggio cervicale.
E poi, dulcis in fundo, uno speciale algoritmo monitora il linguaggio delle emai interne e quando individua i segnali di uno sciopero imminente assegna a tutti un aumento di stipendio!

Detto ciò, oggi come oggi siamo in grado di sfruttare al massimo il top dell'automazione per finalità di tutt'altro tipo: il marketing. Se è uno scenario meno suggestivo, si tratta però di una realtà la cui adozione fa sempre più la differenza fra aziende che crescono e aziende che recedono. È proprio per questo che dovresti fare un clic qui e chiedere che Mediaus ti contatti.

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