2021: l'anno dei desideri

2021: i [bi]sogni son desideri...

C'è una parola straordinaria nella lingua italiana, una parola che tutti quanti usiamo spesso ma la cui origine è ignota ai più: desiderio.

Desiderio: il significato

La Treccani descrive il desiderio come una "pulsione di natura emozionale che spinge l'essere vivente alla ricerca di quanto possa soddisfare un suo bisogno fisico o spirituale, il desiderio presenta una dimensione sfuggente, difficile da definire e misurare".
Si tratta di qualcosa che va oltre i bisogni primari (quelli che permettono a individuo e specie di sopravvivere e perpetrarsi) e che ci conducono verso il raggiungimento del piacere, il piacere di stare al mondo. Grazie al desiderio ogni essere vivente (anche molti animali) agisce una coreografia di comportamenti creativi che disegnano l'unicità di ogni individuo.

 

La differenza fra desideri e bisogni

Il bisogno nasce da qualcosa di indispensabile alla sopravvivenza. Si origina dal corpo che, essendo una macchina alla perenne ricerca di equilibrio, percepisce una mancanza e induce a intervenire. Il bisogno chiede un oggetto, qualcosa di concreto che ripristini l'equilibrio. Quando il corpo - tanto per fare un esempio - percepisce un disequilibrio idro-salino, induce il bisogno di bere; bevendo si ripristina l'omeostasi (equilibrio) dell'organismo. Bere serve a questo.
Quando si prova lo stimolo della sete siamo predisposti a soddisfarlo bevendo acqua, capita però che al sorgere della sete si scelga una bibita... in questo caso al bisogno si è sovrapposto il desiderio, magari alimentato dalle attività di comunicazione del produttore di bibite. Il corpo non ha necessità di una bevanda gassata per ripristinare l'equilibrio idro-salino, l'intervento del desiderio riorienta il bisogno verso un schema di consumo che soddisfi ancor prima del bisogno, una vocazione psichica.
Il desiderio genera una spinta, dirigere, alimentare e accelerare questa spinta è il lavoro classico di chi fa marketing e comunicazione.
Nonostante i modi barbarici in cui parcheggiamo le automobili, siamo esseri evoluti e i nostri bisogni sono anche affettivi e relazionali: essere abbracciati è indispensabile per crescere sani ed equilibrati, il contatto fisico è quindi un bisogno, così come il dare e ricevere affetto; non siamo nel campo dei desideri ma delle esigenze psicologiche di base.

 

L'etimologia della parola desiderio

In fonetica si scrive così: desiˈdɛrjo ed è una parola dall'origine superafascinante. Desiderare nasce dal latino de (mancanza) e sidera (stelle). Indica una lontananza dagli astri, dalle stelle "augurali". Desiderare significa quindi anelare a riavvicinarsi alla vista delle stelle, per poterle contemplare a scopo augurale. Interessante anche l'etimologia di considerare, che rimanda a "osservare le stelle" per poter trarre i migliori auspici in ordine a una decisione da prendere.

 

Il 2021: anno del desiderio

Visto ciò che è stato il 2020, dare ai desideri la necessità dei bisogni è qualcosa che ci dobbiamo, qualcosa che meritiamo. Il piacere dello star bene al mondo è adesso più che mai un'urgenza.
Torneremo a guardare le stelle nel 2021? Speriamo di sì, perché accada è però indispensabile che il desiderio attivi una spinta, una volontà. Quello che tutti quanti possiamo fare è dare importanza ai desideri, a quel "superfluo" che rende la vita unica. Ciò che auguriamo a tutti, allora, dopo un anno di difficoltà, crisi, mancanza di abbracci e relazioni, è di essere in grado di dare gambe alla propria volontà, la volontà di rendere i desideri qualcosa di importante, primario, indispensabile.
Solo così potremo tornare a rialzare a testa, unico modo che esista per guardar le stelle...

Siate desideros* senza remore!

Hai letto il post? CONTATTACI